Aggressivo e violento verso la convivente: condanna per maltrattamenti in famiglia anche se i fatti si sono verificati in un ristretto arco temporale
Respinta la tesi difensiva, secondo cui il limitato arco temporale è di per sé inidoneo a far ritenere dimostrata l’abitualità della condotta
Condanna per maltrattamenti in famiglia sacrosanta anche i fatti si sono verificati in un ristretto arco temporale.
Questo il chiarimento fornito dai giudici (sentenza numero 20901 del 5 giugno 2026 della Cassazione) a conferma definitiva della condanna di un uomo, finito sotto processo per le condotte tenute tra le mura domestiche ai danni della convivente.
Secondo la difesa, il limitato arco temporale oggetto di contestazione è di per sé inidoneo a far ritenere dimostrata l’abitualità della condotta, così come non risulta dimostrata la condizione di prevaricazione e sofferenza imposta alla convivente.
A fronte di tali obiezioni, però, i magistrati di Cassazione ribadiscono che, in generale, in materia di maltrattamenti in famiglia, l’estensione dell’arco temporale entro cui si manifestano le condotte maltrattanti è un dato tendenzialmente neutro ai fini della configurabilità del reato, fermo restando che, se la convivenza si è protratta per un periodo limitato, è necessario che le condotte vessatorie siano state poste in essere in maniera continuativa o con cadenza ravvicinata.
Proprio ragionando in questa ottica, e analizzando la specifica vicenda, si è potuto ricostruire un contesto familiare improntato – sia pur nel breve periodo oggetto di contestazione – ad una assoluta abitualità e reiterazione di condotte maltrattanti, poste in essere in maniera sostanzialmente quotidiana dall’uomo e tali, quindi, da consentire di ritenere integrato il reato di maltrattamenti in famiglia.
Né a diverse conclusioni conduce il fatto che la persona offesa possa, quanto meno in alcune occasioni, essersi difesa dalle aggressioni fisiche subite, posto che tale legittima reazione non fa venir meno la vessatorietà delle condotte realizzate dall’uomo.
Decisiva e inequivocabile, quindi, la ricostruzione complessiva della vicenda, ricostruzione da cui emerge un contesto familiare connotato da abituali violenze e prevaricazioni ai danni della donna.